Questo è uno strumento per usare la lingua italiana, ma anche per approfondire qualsiasi argomento di nostro interesse, e commentare inoltre quanto presentato a lezione da chi vi partecipa. Il blog va curato, nel senso che se non lo alimentiamo con le nostre opinioni e informazioni, perde senso. Perciò saranno benvenuti tutti gli interventi di qualsiasi tipo! Nessuno vi interromperà correggendo il vostro italiano, non abbiate paura.
mercoledì 19 ottobre 2011
indegni e indignati
Il clima da stato d'emergenza creatosi in Italia dopo la manifestazione degli indignati a Roma, ricorda il clima creatosi a Genova un decennio fa in occasione del G8. Anche allora, nell'opinione pubblica si creò una spaccatura rispetto alle modalità di rivendicazione dei partecipanti alla protesta.
Numerosi i commenti apparsi sui giornali. Se volete, potete pure ascoltare commenti radio a cui vi rimandiamo.
Se avete seguito i fatti di questi giorni, o se avete opinioni da esprimere in proposito, non esitate, nessuno vi censurerà, perché nessuno verrà considerato indegno di prendere parte al confronto di idee. Casomai si potrebbe aprire un dibattito a cui siete tutt* invitat*
lunedì 10 ottobre 2011
linkiamo o ci colleghiamo?
Chissà se potremo presto derivare dal nome inglese "link" il verbo corrispondente? E voi cosa preferite, un "cordless in down" o un "portatile scarico"? Io nessuno dei due, perché non funzionano, indipendentemente dalla lingua. Ah ah!!
Scherzi a parte, vi volevamo suggerire un paio di siti di autoapprendimento, nel caso vi mancasse l'italiano in queste sempre più corte giornate ormai autunnali.
parliamo italiano
dienneti
Collegatevi e dateci la vostra opinione.
lunedì 3 ottobre 2011
trenitalia
Leggetevi quest'informazione sui treni italiani. E la vostra esperienza di viaggio per l'Italia quale è stata?
FUORIPAGINA Il Manifesto 08/09/2011
Francesco Epico
Intercity 590 La targhetta gialla
Viaggio sull’Intercity Firenze-Roma all’alba di una mattina qualunque. Il treno corre nella notte andando incontro alla luce del giorno. Appena arriverò a Roma Termini avrò solo una manciata di minuti per prendere la coincidenza: il regionale veloce per Napoli. Architettandosi sui treni e sulle coincidenze e scegliendo convogli arrugginiti che non usano più nemmeno nel Far West, si riesce a raggiungere la meta con una quarantina di euro, contro il doppio dei treni belli e veloci. Passa il controllore e gli chiedo quanti minuti di ritardo abbiamo e lui, dopo aver guardato l’orologio, mi dice con fare trionfalistico che sono solo venti. Rimane a guardarmi con l’atteggiamento di chi si aspetta una pacca di approvazione sulla spalla. Devo ammettere che stavolta sono stati alquanto contenuti, ma fargli i complimenti non me la sento proprio. Raggiungo la carrozza di testa per scendere al volo perché se perdo il treno per Napoli, va a capire a che ora arrivo. Sono in prima posizione e guardo con fierezza quelli che avevano avuto la mia stessa idea, ma che avevo bruciato sulla velocità. Per viaggiare in treno bisogna essere esperti, devi sapere il momento preciso in cui fare le cose.
A un certo punto un signore grida: "La targhetta gialla!!" E scoppia il caos. Guardo l’individuo cercando di capire se fosse un agente della Cia che si esprimeva in codice. La targhetta gialla e tutti cominciano a muoversi all’impazzata. Ma è un incendio? Un terremoto? Un attacco alieno? Domando a un signore accanto a me. Lui mi dice che la targhetta gialla è solo l’ultima invenzione di Trenitalia e sta ad indicare che quella porta non si apre. In pratica invece di aggiustare le porte che non si aprono, ci mettono una targhetta e buonanotte ai suonatori. Insomma, rimango fregato perché tutti si sono voltati per raggiungere la prima porta senza targhetta gialla, e io sono rimasto l’ultimo.
Giunto a Roma non posso che constatare che la coincidenza se ne era andata, portandosi via la mia speranza di arrivare ad un orario ragionevole. Mi giro intorno per cercare il controllore trionfante e per spiegargli che quei venti minuti di ritardo, che a lui sembrano una quisquiglia, per me si tradurranno in un paio di orette. E poi vorrei capire perché se in Italia qualcosa parte in orario, quelle sono le coincidenze. Accipicchia!
Va bene, va. Prendiamola con filosofia. Mi dirigo verso le biglietterie per effettuare il cambio biglietto con il primo treno per Napoli. Vedo da lontano una fila corta, con poca gente e una lunghissima che mi sembrava un capitolo dell’ Antico Testamento. Ovviamente mi dirigo verso la fila corta, cullandomi nell’illusione di essere l’unico uomo intelligente presente alla stazione Termini. Poteva anche essere, no? No.
Ancora tre o quattro persone e sarebbe toccato a me. La fila di fronte, quella lunga, oscilla in maniera preoccupante. Le due signorine dietro al banco della fila corta sono veramente belle e curate nei dettagli, tanto che penso che per sceglierle ricorrano ai casting. Questo sportello è solo per le Frecce, signore. Dalla faccia che fece Noemi quando vede il mio biglietto, ritengo che nel chiamarmi signore abbia voluto strafare. Provo a sottolineare che il mio è un regionale veloce e non uno normale. Niente, devo cambiare fila.
Mi metto dietro alla persona numero duecento e comincio a pregare. Prima che tocchi a me ci vorrà molto tempo. A questo punto comincio a pensare che sforerò anche le due ore di ritardo che avevo preventivato. Mi giro intorno e non vedo il controllore ottimista, chissà dove sarà. Mi sento come un emigrante del dopoguerra in partenza per l’America, in fila su una banchina malferma e con il futuro rinchiuso in un pacco legato con lo spago. L’emigrante rispetto a me aveva però un notevole vantaggio: lui sperava in un mondo migliore.
giovedì 29 settembre 2011
rieccoci!!

Dopo questa lunga assenza, rieccoci in rete!!
Ci auguriamo che il blog sia per tutte/i uno strumento per usare l'italiano. Nella nostra programmazione didattica, si parla infatti dell'apprendimento della lingua nell'uso. E per questo, cerchiamo ogni anno di offrire la possibilità di entrare in contatto con la lingua viva attraverso compiti da svolgere, conferenze e lezioni partecipative.
Per non farla troppo lunga, vi rimandiamo al programma delle attività culturali previste, anche se alcune vanno ancora confermate, che presto verrà pubblicato sulla pagina web della scuola www.eoi-bilbo.net.
Non perdete l'occasione di partecipare coi vostri commenti e opinioni. Scrivete liberamente sul nostro blog senza il timore del giudizio dell'insegnante.
Aspettiamo numerosi i vostri interventi!!
A proposito, e voi che ne pensate dell'apprendimento significativo?
martedì 29 marzo 2011
lunedì 28 marzo 2011
gli orsetti lavatori

Jean ci invia alcune curiosità riguardo gli orsetti lavatori.
Dopo aver letto e aver visto il film "Io non ho paura", dove due dei bambini che ci escono, parlano di un animale peculiare che chiamano orsetti lavatori, sono rimasta incuriosita per sapere chi era questo animale.
Così mi sono messa a cercare ed a mettere a fuoco quell'animaletto. Sono rimasta sorpresa nel vedere che conoscevo questo bell’ orso, ma non come gli orsetti lavatori, bensì come procione (in spagnolo Mapache).
A continuazione vi faccio partecipi di quello che ho trovato. Vale a dire che questa è una piccola recensione. Se volete sapere qualche cosa di più, potete cercare su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Procyon_lotor) :
Il suo nome tassonomico è Ursus lotor (orso lavatore). Questo nome viene dato per l'abitudine da immergere nell'acqua o sfregare nell'erba il cibo come per lavarlo prima di mangiarlo.
È il più grande dei procionidi, può misurare dai 41 cm ai 71 cm, dalla testa alla parte posteriore, escludendo la folta coda.
Ha una mascherina di pelo nero attorno agli occhi, che fa un forte contrasto con il bianco che la circonda.
È un animale tipicamente notturno, onnivoro e con il senso del tatto sviluppato.
L'area dove abita le specie comprende il sud del Canada, buona parte degli Stati Uniti e parte dell'America centrale sino a Panama.
lunedì 21 marzo 2011
CESARE AUGUSTO, IL CONSOLE

La grande vendetta del nipote di Cesare, il dittatore ucciso da Bruto e Cassio.
A soli 19 anni (44 a. C.), attaccò e liquidò i nemici, prese il potere.
Ecco un articolo di DIEGO BERTOZZI suggeritoci da Susana, che ci riporta sulle tracce dei nostri antenati.
"All'età di diciannove anni, con mia personale decisione e a mie spese personali costituii un esercito con il quale restituii a libertà la repubblica oppressa da una fazione": iniziano così le "Res Gestae divi Augusti", le memorie e il manifesto politico-propagandistico del fondatore dell'Impero romano, incise per disposizione testamentaria su due pilastri di bronzo davanti al suo mausoleo a Roma e lette, per espressa volontà del Senato, in tutte le Province.
L'imperatore Cesare Augusto ci offre, con la sua storia, la possibilità di fare riflessioni sul passato ma anche sul presente.
Iscriviti a:
Post (Atom)



