martedì 15 gennaio 2013

L'eredità di Rita Levi Montalcini

Anche se con qualche giorno di ritardo, vorremmo ricordare quello che la scienziata Rita Levi Montalcini ha significato per il popolo italiano.
Innanzitutto, per chi non la conoscesse, qualche dato biografico. Interessante inoltre una vecchia intervista "sottovoce" riproposta da Gigi Marzullo. Qualche anno fa vennne poi intervistata a Che tempo che fa da Fazio, e dichiarava che lo scopo della vita è disinteressarsi a noi stessi, per interessarsi al mondo circostante. Argomento che approfondisce anche nel suo libro La clessidra della vita edito da Baldini Castoldi Dalay, se qualcuno volesse leggerlo. Uno degli argomenti su cui spesso ritorna "La signora della vita", come la chiama il giornalista Dario Cresto-Dina in un suo articolo apparso su Repubblica il 31 dicembre scorso, è la morte. Queste le sue parole: "La vita non finisce con la morte: quello che resta di te è quello che trasmetti ad altre persone. [...] Non mi importa di morire. La cosa importante è il messaggio che lasci agli altri." Così come molte delle sue celebri frasi sono sempre cariche di grande umanità e saggezza. La sua esperienza di vita le ha senz'altro offerto l'opportunità di maturare pensieri profondi rispetto al senso dell'esistenza, ma non ha certo mai trascurato la sua principale attività di scienziata, anche se non senza ostacoli, come possiamo leggere nell'articolo del genetista Luigi Cavalli Sforza "L'amara scoperta degli ostacoli della scienza". I contributi della scienziata torinese sono comunque molteplici e, se avete qualche cosa da aggiungere, sarà un piacere conoscere nuove informazioni.

giovedì 20 dicembre 2012

Le origini del LOTTO


Credevate che il gioco del lotto fosse di origine spagnola?
Sentite cosa ha scoperto l'insegnante María Bayarri a proposito della lotteria attraverso testi letterari e non solo.

Dal momento in cui mancano soltanto due giorni per la lotteria del 22 dicembre, il nostro blog vi racconta qualche curiosità sulla storia della Lotteria. Siete curiosi di sapere da dove e quando è arrivata? Se è così, ecco l’origine di questo popolare Gioco d’azzardo o “gioco della ventura come veniva chiamato a Napoli nel 1583 e a Venezia nel 1590 secondo alcune testimoninanze che sono rimaste scritte in archivio e l’informazione che ci offre il DELI (Dizionario Etimologico della Lingua Italiana): sulla lotto e la lotteria.


(lotto” s.m “gioco d’azzardo che consiste nell’estrarre cinque dei novanta numeri posti in una urna e nell’assegnare un premio in denaro a chi ne indovana uno o più” Ccsì viene definito da Benedetto Varchi nel 1565 Varchi fu accademico della Crusca, l’accademia della Lingua Italiana.Lui ci partecipò molto attivamente nelle discussioni linguistiche dalle quali nacque il Vocabolario della Lingua Italiana quattrocent’anni fa, proprio nel 1612 (http: www.accademiadellacrusca)

Se continuamo a guardare l’etimologia di Lotteria, sul DELI ci troviamo: s.f. “Gioco d’azzardo che consiste nel sorteggio di pochi premi vistosi e altri piccoli premi tra un numero grandisssimo di polizze numerate”(OUDIN 1640)

Parecchie curiosità su tutta la storia della Lotteria nella Penisola Iberica e in Italia ce le spiega Julio Caro Baroja nel suo bel saggio Fragmentos Italianos pubblicato negli anni 90.

Noi vi racconteremo soltanto un po’ come è stata esportata da Napoli a Madrid nel Settecento ai tempi di Carlo III. In quei tempi andava di moda giocare ad ogni tipo di gioco d’azzardo, soprattutto fra la nobiltà.  Il gioco era sfrenato e continuo motivo di divertimento alla corte spagnola fra i circoli sociali.Ma pure in Italia era così. Soltanto ci basta ricordare le opere di Carlo Goldoni e specialmente la sua Trilogia della Villeggiatura, opera teatrale in cui vengono criticati i costumi della società veneziana e fra questi i giochi d’azzardo quali simboli dello svago di quella società veneta.

Goldoni ne faceva una critica proprio negli stessi anni in cui la lotteria napoletana diventò una moda presso la corte di Madrid. Era il 1764; ma anche in quegli anni il monarca tirò fuori delle leggi per cambiare il modello e le leggi vigenti sui giochi d’azzardo.

Un secolo prima dell’arrivo della “lotteria napoletana” alla Peninsola Iberica, in Puglia, a Bari l’arcivescovo Ruffo aveva rimproverato tutti i cristiani che vi avrebbero giocato.

Ma se facciamo un piccolo percorso letterario dal Trecento con Giovanni Boccaccio (1313-1375) fino all’Ottocento con Matilde Serao (1856-1927), ci troveremo anche tante curiosità e testimonianze culturali sulla fortuna e il gioco.

Associata all’idea di “cuccagna” e “jauja" e vita spensierata è ispirata la III novella, Giornata VIII del Decamerone di Boccaccio. Lì, ci troviamo Berlizone nel paese di Bengodì, nome immaginario inventato da Boccaccio e che corrisponderebbe al paese di cuccagna o jauja come viene chiamato nei romances populares in castigliano.

E in questo paese dei Bengodì,Boccaccio ci parla dei Baschi definendoli come mangioni.(http://www.softwareparadiso.it/studioletteratura/Decamerone/novella 08-03.htm).

Nel 1837 Donizetti nella sua opera L’elisir d’amore riprende l’argomento sul “paese dei baschi” per ambientarvi un’azione fantastica.Quindi, Jauja, Berlizone e Cuccagna continueranno a suggerirci l’idea di vita spensierata.”

Nel 1890 Matilde Serao pubblicherà un suo romanzo intitolato Il paese di Cuccagna.Ambientato a Napoli, lì vi troviamo personaggi come i serragliuoli che sarebbero come “los niños de la Benifecencia”(oggi San Idelfonso), cioè, quelli che una volta cantavano i numeri della lotteria il giorno del sorteggio.

Serao s’ispirerà ai numeri della cabala e farà riferimenti ai testi ermetici come il testo di Rutilio Benincasa 1555-1622 autore di Almanacco Perpetuo (1587) per ambientare la sua opera verista ed i suoi personaggi a Napoli.

La lotteria e la lotto secondo il modello italiano continuava a crescere nell’Ottocento fuori della Campania pure. Dopo l’Unificazione Italiana a Roma c’erano 65 posti vendita lotteria, e a Napoli il doppio 146.

Il numero più popolare era l’80, il 77 il numero del diavolo e il 75 il numero di Pulcinella, il personaggio della Commedia dell’Arte. Sempre a Napoli, vi possiamo trovare una piccola figura di terraccotta che rappresenta un personaggio vestito alla moda del Settecento e con i numeri della lotteria attaccati sul vestito.L’avete mai visto o forse comperato per avere fortuna il giorno del sorteggio?

Quindi, se ce l’avete, benissimo e se non ce l’avete per diventare “ricchi” vi auguriamo che “la luna vi porti fortuna” come diceva Achile Campanile, e vi invitiamo a guardare su youtube il film di Eduardo de Filippo ambientato a Napoli  Natale in Casa Cupiello.

Buon Natale e Felice 2013!!

Perché mi piace.

Il sito parliamo italiano ci suggerisce mille e una proposta di approfondimento della lingua italiana.

Qui di seguito troverete una serie di motivazioni del perché oggi tante persone studiano italiano. Malgrado l’importanza politica ed economica di altre lingue, il numero di persone che studia l’italiano cresce continuamente anche in Paesi che non hanno conosciuto l’immigrazione italiana.
La motivazione più comune è l’arricchimento culturale, seguita da esigenze di studio, di lavoro, per turismo o per ragioni affettive.
L’italiano è una lingua di cultura, è la lingua di Dante, del bel canto, della lirica. E’ la lingua di grandi artisti, pittori, poeti, scrittori, filosofi. E’ inoltre la lingua del Papa, essendo la lingua ufficiale, insieme al latino, della Città del Vaticano.
La lingua italiana è una lingua musicale, aperta, varia e ridondante, per cui comprendere in italiano è più facile che in altre lingue ed è anche più piacevole.
Ma l’italiano è anche la lingua che accompagna il Made-in-Italy: è la lingua della moda, della cucina e delle automobili. Tutto questo è sinonimo di qualità, di stile e saper vivere. L’italiano è anche Dolce vita.
L’italiano è una parte importante di quell’Italia piena di tesori d’arte, di paesaggi, di magia. E gli italiani sono un popolo creativo, simpatico, caloroso.
Parlare italiano è una risorsa per crescere dal punto di vista umano, culturale e professionale. L’industria italiana rimane una delle più importanti al mondo.
È pur vero però che bisogna metterci un certo impegno per imparare questa lingua apparentemente facile: andare a lezione, leggere, visitare siti, vedere film, ascoltare musica, fare esercizi, scrivere, approfittare del turista italiano sperduto per attaccare bottone, ecc, ecc. ...
E allora, nonostante l'impegno che richiede, cos'è che vi motiva a continuare ad imparare questa lingua?
Se volete consultare siti utili sulla pagina della EOI di Bilbao, dovrebbe essere disponibile fra pochi giorni un elenco ragionato. E se volete suggerirci altri siti che non conosciamo, ve ne saremo molto grate.

La più bella del mondo


Ricordate Benigni? Qualche giorno fa, come avevamo annunciato su questo blog, ha presentato in tv la Costituzione italiana in una trasmissione con un'audience molto alta. Non sono certo mancate le polemiche, visto il tono sempre ironico di Benigni, quando cita l'alieno (così definisce Crozza l'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi), o fa riferimento esplicito al lavoro che non c'è, nonostante l'art. 4 lo sancisca come un diritto inalienabile.
A proposito di Crozza, vedetevi il suo Show nel Paese delle Meraviglie. Come sempre, tocca ai comici fare politica.
Pure la vostra Costituzione è la più bella del mondo?

mercoledì 12 dicembre 2012

Teatri dello sguardo


Teatri dello sguardo

Percorsi tra parole e immagini nella drammaturgia italiana delle origini


a cura della Dott.ssa MARA NERBANO


 
 

mercoledì 12 dicembre

ore 18:45

SALA DE LECTURA EOI Bilbao

ti va di andare al cinema?


Dopo la proposta del festival  di cinema italiano organizzato dall'Instituto Italiano de Cultura di Madrid, ecco un'altra ottima occasione per vedere film di qualità a Bilbao, in lingua originale. Si tratta del ciclo di film di Michelangelo Antonioni, in occasione del centenario della nascita del regista italiano.
Fateci avere la vostre recensioni e critiche, sarà un piacere leggerle!

domenica 9 dicembre 2012

VISITA AL MUSEO DELL'ATHLETIC


 

 
Eccovi la cronaca di una sorprendente visita al mitico stadio bilbaino, scritta da Aida, una studentessa di italiano nonché guida del museo dell'Athletic.

Un paio di anni fa alcuni studenti del livello B1, siamo andati a fare la visita guidata dentro il campo di calcio dell' Athletic Club, in San Mames.
 
 Forse, alcuni, potete pensare che non vi piace il calcio e che non volete fare la visita. Ma a Bilbao, San Mames è il nostro simbolo. È  molto importante per noi, e il problema è che lo butterano giù perché stanno facendo un nuovo stadio.
“La squadra si crea nel 1898, però l'inaugurazione di San Mames (1913) è stato il preludio di una storia di successo che ha portato l´Athletic ad essere la  migliore squadra dello Stato”-Web Athetic (http://www.athletic-club.net/web/main.asp?a=2&b=7&c=0&d=0&idi=1)
Nella visita, si vede il museo dell' Athletic, e dopo si fa una visita guidata dentro il campo, dove si vede il palco dove c´è il famoso leone, la sala stampa, lo spogliatoio della squadra, le panchine, per finire con l´arco di San Mames.
Vi piacerebbe avere un bel ricordo di questo centenario campo? Che ne pensate dell´Athletic? La visita è stata meravigliosa!!
Non è un peccato che fra non molto si trasloca?