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sabato 5 maggio 2012

abusi e soprusi


Non è una novità che i tagli ai posti di lavoro continuino a colpire molte persone e che il grado di disperazione della gente comune sia sempre più elevato. Basti vedere l'elevato numero di suicidi degli ultimi tempi. Ma come è possibile che nemmeno i sindacati siano in grado di attuare la benché minima opposizione a tale politica di abusi e soprusi? Ne troviamo un'analisi interessante sul quotidiano Il manifesto, dove potrete postare i vostri commenti e leggere quelli di altri lettori e lettrici. Ma non dimenticate di farci avere la vostra opinione.

lunedì 12 marzo 2012

Il posto fisso, che noia!

Le dichiarazioni di qualche tempo fa del primo ministro Monti, hanno suscitato non poche polemiche. Eccovi un passo dell'articolo di Marco d'Eramo pubblicato sul quotidiano il manifesto il 3 febbraio scorso.
«Che noia signoremio il posto fisso: non per niente il lavoro a vita gli antichi lo chiamavano ergastolo. I giovani sono proprio strani: non capisco proprio perché aspirino a una tale condanna. Perché non ambiscono a uno spassoso interinato? Lavorare deve darci il brivido degli amori fugaci: per me già un contratto Cococo è una routine insopportabile. E non mi venga a raccontare che in Italia il 31% dei giovani è disoccupato. Lo sono perché non vogliono rischiare l’inebriante esperienza del lavoro giornaliero. Non hanno l’audacia di allargare i loro orizzonti: i ruvidi caporali possono essere così affascinanti! Vuole mettere quanto è più stimolante un bel posto precario in nero, magari da sguattero a Porta Ticinese, rispetto al trantran di un travet? E per favore la smetta con la litania dei più di due milioni di italiani tra i 55 e i 65 anni che non lavorano più ma non hanno ancora diritto alla pensione: tanto da adesso dovranno aspettare fino a 67 anni. Lei dice che sono sul lastrico: invece vivono on the road».
Ma la battuta gli sarà scappata o gli viene proprio da dentro? Ormai è tradizione tra i politici italiani fare dichiarazioni di questo tipo. Ricordate Michel Martone che dichiarò che chi ancora non è laureato a 28 anni è uno «sfigato»), o Padoa Schioppa quando definí «bamboccione» chi è costretto a vivere a casa dei genitori?

lunedì 9 gennaio 2012

l'altra umanità



Aida ci fa sapere che Hans, un anonimo senzatetto abitante a Bolzano, ha perso la vita durante le feste natalizie. Eppure lo conoscevano in tanti, con diversi nomi.
E come lui, la popolazione che deve affondare nei cassonetti dell'immondizia per sopravvivere è in aumento. Basti pensare, come denuncia il comico Crozza ospite fisso a Ballarò, che il 10% degli italiani detiene ben la metà della ricchezza del Belpaese.
Buon viaggio Hans, che la tua meta sia un po' più ospitale di quell'Italia che hai conosciuto.
"I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio." Recita la Mazzantini nel suo romanzo Zorro, che naturalmente vi consigliamo.
Ma noi saremmo capaci di vivere come i barboni?

lunedì 21 novembre 2011

L'era tecnocratica



Altro che democrazia! Finalmente è chiaro chi può stare a capo di un governo. Solo l'ultra conservatrice Lega nord e la nipote di Mussolini votano contro il nuovo primo ministro italiano. Il resto si dice d'accordo, o forse non sa più che pesci pigliare.
Lo scorso marzo, durante i festeggimenti per i 150 anni dell'unità d'Italia e in occasione della rappresentazione dell'opera verdiana Nabucco a Roma, il direttore Riccardo Muti volle cogliere l'occasione per ribadire la necessità della libertà di pensiero. Perciò accettò di fare il bis di "Va' pensiero", cosa insolita per il maestro, perché al coro degli schiavi oppressi, simbolo della ricerca di libertà di un'Italia allora sottomessa all'impero asburgico, si unisse anche il coro di quell'Italia che rifiuta un agire politico legato esclusivamente alle leggi di mercato.
L'emozione in teatro fu grande, e la tensione del pubblico sfociò in una manifestazione di vero fervore al canto di "Oh mia patria, sí bella e perduta ..." Il Cavaliere era presente in sala, ma non si udì la sua voce.
Ed ora che il nano non è più sulla ribalta, credete che le cose cambieranno?
Se l'opinione degli elettori non viene più nemmeno richiesta, come si giustifica la tanto sbandierata democrazia?
Monti si confronta con Merkel e Sarkozy, giacché nel Parlamento italiano pare non troverebbe soluzione alcuna.
Ma consoliamoci con un po' di sana ironia. In fondo, come diceva ai tempi Sabina Guzzanti, per capirne qualcosa di politica bisogna sentire i comici, in quato caso il giornalista satirico Alessandro Robecchi
E dopo i governi tecnici di Italia e Grecia toccherà anche alla Spagna?
A proposito delle decisioni del parlamento europeo, non perdetevi questo commento video in francese, ma con sottotitoli in italiano.
Siamo o non siamo cittadini plurilingue della bella Europa unita?