lunedì 8 febbraio 2010

IL SARI ROSSO


Nel suo nuovo romanzo, Il sari rosso, Javier MORO va direttamente al cuore dell’India.

Conosceva già la famiglia Gandhi, attraverso suo zio Dominique Lapierre che gli aveva parlato sempre di Indira, perché erano amici.
Quella di “Il Sari rosso” è innanzitutto una straordinaria biografia: quella di Sonia Maino, nata a Lusiana (Vicenza) e cresciuta a Orbassano (Torino), prima di andare sposa nel 1968 a Rajiv Gandhi, figlio di Indira e nipote di Jawahrlal Nerhu.
Qui narra l’avventura personale di Sonia Gandhi affrontando cosí la saga della famiglia Nerhu – Gandhi e l’epopea di un’intera nazione.
Il Sari del titolo è quello indossato alle nozze da Sonia, dopo essere stato già l’abito da sposa di Indira, che fu filato per lei da Nerhu, suo padre, durante la prigionia.
Dall’incontro tra Sonia e Rajiv a Cambridge nel 1965, nel corso degli anni questa biografia si intreccia cosí in modo indissolubile con la storia dell’India, attraverso le vicende di una donna e di una famiglia dove la politica è destino e anche tragico fatto.

Anche se non avete letto il libro, sono benvenuti tutti i vostri commenti, sia letterari che sociali e politici.

IL SESSO DELL'AUTOMOBILE


Il genere della parola “Automobile” non è ugule nel mondo.

Qui abbiamo alcuni esempi:

Quando è maschile “Automobile”
Inglese: The car
Spagnolo: El coche
Portuguese: O carro

Quando è Neutro
Tedesco: Das auto

Quando è Femminile
Francese: La voiture
Italiano: La Macchina, l’automobile

Ma, Perché l’automobile è femminile e non maschile in Lingua Italiana?
All’inizzio del Ventesimo Secolo, la parola Automobile era considerata maschile.

Peró, parleremo della ragione di questo scambio al femminile, se questo obbedisce a una questione filologica oppure ad un altro motivo.

E voi cosa credete? Quali ragioni hanno portato a rinominare l'auto al femminile? Se non ne avete la più pallida idea, chiedetelo a Isabel Zarzosa.

UN MUSEO POCO CONOSCIUTO



MUSEO CENTRALE MONTEMARTINI

È situato lungo la Via Ostiense sulla riva sinistra del Tevere, di fronte agli antichi Mercati Generali da Roma.
La Centrale Montemartini è uno straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale.

E voi lo conoscete?

NICCOLÓ MACHIAVELLI


FIRENZE

3-5-1.469 * 21-6-1.527 +

"È meglio fare e pentirsi, che non fare e pentirsi"

"Pochi vedono quel che siamo, ma tutti vedono quel che fingiamo."

"Nacqui povero e imparai prima a stentare che a godere."

"Conoscere chiaramente che quanto piace al mondo è breve sogno."


Io voglio parlare di un uomo considerato un esempio di uomo del rinascimento. Il suo nome indica un termine molto conosciuto, il “ machiavellismo”; marca anche un`intelligenza molto acuta e sottile.

È una dottrina politica basata sul predominio della ragióne di stato, su qualcun altro di carattere morale.

Txus ha scelto di presentare questa nota figura del Rinascimento, e voi che ne pensate delle sue frasi sopra riportate?

“Fate pipí sulle balle di fieno”





Ho letto questa notizia sul giornale”la Repubblica.it” È una notizia curiosa, un po’ strana ma divertente, io penso.
Si tratta di un esperimento di una riserva naturale inglese: tutti i giardinieri di sesso maschile utilizzano al posto del bagno pubblico, una balla di fieno della lunghezza di tre metri.
È una proposta dell’organizzazione ambientalista su risparmio idrico e compostaggio, che si fa nel Cambridgeshire, nel Regno Unito.

Le ragioni per farlo sono nobili:
1) Da un lato, la pipí, ricca di azoto e potassio, è un ottimo acceleratore del processo di compostaggio
2) Dall’altro non usare i bagni permette di non sprecare l’acqua del wc.

Insomma la richiesta è semplice :
se siete lavoratori agricoli
o state visitando un parco pubblico
o siete in vacanza in campagna
o avete un giardino
perché non fare pipí all’aperto? Voi farete bene alla natura due volte.
Questa è parte dell'informazione raccontataci da Lola. E voi la fareste la pipí all'aperto? La vostra opinione ci interessa!

giovedì 21 gennaio 2010

Il diritto alla vita: Aminatu Haidar




Il caso di Aminatu Haidar è interessante, perchè offre in solo un punto pluralità di dimensioni politiche, diplomatiche, sociali, nazionali e internazionali. Ma anche morali, in concreto, il diritto alla vita. Questo problema ha due dimensioni, una morale e un´altra giuridica. Dirò la mia opinione soltanto sull´aspetto morale della questione.

I giornalisti, i mezzi di comunicazione e l’ opinione pubblica spagnoli sono stati unanimi e tutti d´accordo: il governo spagnolo deve salvare prima di tutto la vita di Aminatu Haidar. Le ragioni che si danno sono diverse: la vita è un diritto primario della persona, non si devono creare martiri, dobbiamo aiutare la resistenza sahariana contra Marocco…

Non sono d´accordo con questa opinione, perchè ciascuno è padrone della propria vita, né lo stato, né la chiesa, né la nazione, né il partito politico, né la patria, né i suoi. Ciascuno deve dire: “io sono padrone della mia vita”. Questo è il modo fondamentale di essere protagonista della propria vita. Per questa ragione tutti i coinvolti nel caso, non soltanto il governo, devono rispettare la decisione d´Aminatu Haidar sulla sua vita.
Questo è quanto scritto da José Ramón, e voi cosa ne pensate?

martedì 19 gennaio 2010

LIBRI


Leggere è un'attività propriamente umana. Perché leggiamo? Cosa cerchiamo tra le pagine dei libri? La scuola dovrebbe incoraggiare di più la lettura o lasciare che spontaneamente le persone si accostino ai libri? Ne avete alcuni da consigliare?