mercoledì 18 gennaio 2012

lo scrittore falegname



Dopo le conversazioni con DAVIDE LONGO scrittore e quant'altro, abbiamo analizzato come costruire un testo dall'osservazione del reale, in tutti i suoi dettagli
Ascoltiamo l'intervista rilasciata a farhenheit
Dal suo sito e dall'incontro con lo scrittore, intuiamo la possibilità dello scrivere con tutti i nostri sensi, coscienti della predominanza della vista nella comunicazione per immagini, come un retaggio.
E a voi, come piace scrivere?

3 commenti:

  1. Arantza Álava20 gennaio 2012 14:19

    L'altro ieri, Davide Longo non ha acceso la stufa a scuola, nemmeno ha cucinato per noi, come fa nelle sue Residenze di Scrittura per i futuri narratori, però secondo me ha dato una lezione magistrale su tecniche di scrittura, e almeno a me ha acceso una lampadina nel cervello e mi ha incoraggiato a prendere una biro per poi lasciare volare l'immaginazione e così plasmare su una carta qualche piccolo racconto. A dirvi la verità, da un tempo che il mestiere della scrittura mi sta a cuore e di solito scrivo piccole storie a modo mio. Tuttavia, d'ora in poi dovrò stare attenta ai suggerimenti che questo scrittore, con aria da uomo di campagna, estroverso, simpatico ma soprattutto chiaro e conciso all'ora di parlare, ci ha dato lo scorso mercoledì. Approdato a scuola, mi sono sentita affascinata dalle sue parole, più che giuste, oltre tutto mi ha appianato il terreno, almeno un po', allo scopo di scrivere le mie storie in un modo più ottimo. Cosa deve fare un buon narratore? Senz'altro raccontare storie, ma in che modo? Innanzitutto bisogna scegliere una porzione di mondo e ritagliarlo, poi creare storie finite (secondo le parole di Davide "cominciano qua e finiscono là"), essere un buon osservatore, spostarsi dalla vita, guardarla, descrivere personaggi perché il lettore indovini come sono attraverso le loro maniere, scrivere una partitura per cinque strumenti, ovvero i nostri cinque sensi. Dopo aver ascoltato, per due ore, questo bravissimo narratore, mi viene la voglia di diventare narratora di storie, di fare piccoli aquari in un mare troppo grande, ed a voi?

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  2. Arantza Álava23 gennaio 2012 12:50

    Ancora ciao a tutti.

    Per diventare narratore di storie, sarebbe una bell'idea salire su di un albero, arrampicarsi tra i rami, passare da una pianta all'altra, e da lì osservare la vita. Cosimo, protagonista del Barone rampante, guarda la vita dagli alberi e ritiene di essere all'altezza giusta per osservare la vita. "Mio fratello sostiene, che chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria". Leggo fra le righe di questo meraviglioso libro. Al pari di Cosimo, chi vuole scrivere belle storie per poi narrarle, deve prendere la distanza giusta.

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  3. Leggendo il contributo di Arantza e dopo l'incontro con l'autore piemontese, viene davvero voglia di lanciarsi nell'universo scrittura.Le nostre parole non se le porta via il vento, anche perché c'è il quinto numero della nostra rivista VOCI che ci aspetta. Se pensiamo allo scrivere come un regalo dei nostri pensieri agli altri ma, innanzitutto a noi stessi, forse ci sentiremo più motivate a plasmarli sulla carta.

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