giovedì 2 maggio 2013

LE CITTÀ LETTERARIE: BEPPE FENOGLIO E LE LANGHE





“…a me basterà il mio nome, le due date che sole contano e la qualifica di scrittore e partigiano. Mi pare d’aver fatto meglio questo che quello.” Allo scrittore e partigiano piemontese Beppe Fenoglio piaceva presentarsi così.
Quest'anno si celebra il 50º anniversario della sua morte e in Italia si sono fatti degli omaggi a lui e alle sue opere. Anzi,il 25 aprile, giorno della Liberazione si è festeggiato ricordando Fenoglio e il suo mondo letterario. Dal blog del Dipartimento vogliamo anche fare il nostro piccolissimo omaggio a tutta la scrittura di Beppe Fenoglio.

“Scrivo per un’infinità di motivi. Per vocazione, anche per continuare un rapporto che un avvenimento e le convenzioni della vita hanno reso altrimenti impossibile, anche per giustificare i miei sedici anni di studi non coronati da laure, anche per spirito agnostico, anche per restituirmi sensazioni passate; per un’infinità di ragioni, insomma. Non certo per divertimento. Ci faccio una fatica nera. La più facile delle mie pagine esce spensierata da una decina di penosi rifacimenti. Scrivo with a deep distrust and deeper faith”.

Nel 52 pubblicherà I ventitré giorni della città d’Alba; e nell’aprile del 1959 uscirà Primavera di bellezza, romanzo autonomo, ma che prima era stato concepito come seconda parte di un altra sua opera Una questione privata.
Ma se volete avvicinarvi all’opera dello scrittore e partigiano piemontese, vi invitiamo a leggere il romanzo che avete in biblioteca Primavera di bellezza il terzo e ultimo libro pubblicato in vita da Fenoglio. Lo stesso autore aveva dichiarato provocatoriamente: “il romanzo venne concepito e steso in lingua inglese. Il testo quale lo conoscono i lettori è quindi una mera traduzione”.
In quest’opera l’avvento dell’8 settembre 1943 è non solo una data, ma pure un episodio fondamentale per molte generazioni di italiani; il momento della scelta di vita da parte di un giovane, necessariamente portato alla ribellione. Qui, nelle vicenda di Johnny, lo stesso protagonista dell’altro romanzo di Fenoglio Il partigliano Johhny, pubblicato nel 1968, c’è tutta la realtà fascista in sfacelo.

Vi auguriamo una buona lettura delle opere dello scrittore delle Langhe e per approfondire ulteriormente vi consigliamo questo video

E se volete saperne di più, vi invitiamo a guardare questo sito http://www.parcoletterario.it/it/autori/fenoglio.htm, un bellissimo percorso letterario per tutte le Langhe fenogliane.

6 commenti:

  1. Bellissimo omaggio a questo scrittore che certamente ci dà un altro approccio al punto di vista del suo mondo nascosto anzi intimo...
    Inoltre grazie mille per i links
    Baci baci Judith

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  2. Grazie a te Judith per aver frequentato il nostro blog.

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    1. Antonella è un vero e propio piacere leggere il blog e soprattutto condividere fra noi le idee apertamente.

      Grazie mille per incoraggiarmi e motivarmi a scrivere!!! e per continuare a caricare degli articoli così interessanti e diversi.
      Baci baci Judith

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  3. Florinda Abad9 maggio 2013 20:10

    Molto interessante questo scrittore sconosciuto per me. Ho trovato un documentario di Guido Chiesa sulla vita di Beppe Fenoglio che mi è piaciuto. Anche per sentire la parlata della gente del nord.

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  4. Arantza Álava11 maggio 2013 09:38

    Molto interessante il viaggio che ho fatto attraverso le città letterarie. Vi ringrazio. Dopo aver letto questa sezione ho preso il treno e sono arrivata a una destinazione per me ignota eppure ciò che ho trovato lì è arrivato dritto al mio cuore. Non appena ci sono arrivata, ho trovato uno scrittore maledettamente serio ed a sua volta ironico e spiritoso, una persona talmente seria da volerne sapere di più, uno scrittore diverso da tutti gli stereotipi sull'Italia, un intellettuale che non ha mai rifiutato di sporcarsi le mani, e che attraverso le pagine dei suoi libri ci ha fatto capire che il fascismo non è il Duce, ma un'idelologia profonda dell'Italia tuttora viva, uno scrittore che scriveva e pensava in inglese e che aveva imparato l'italiano sui libri, difatti la sua lingua madre era il dialetto piemontese di Alba, dialetto capace di raccontare la guerra, la Resistenza, la giovinezza, il territorio, l'amicizia e l'amore come nessun'altro, ma soprattutto ho trovato uno scrittore che dalle vicende partigiane è entrato nelle esfere più dolenti dei sentimenti e dell'animo umano. D'ora in poi tornerò a Beppe Fenoglio e ogni tanto, percorrerò le strade dei suoi libri.
    "Correva come non aveva mai corso, come nessuno aveva mai corso, e le creste delle colline dirimpetto, annerite e sbavate dal diluvio, balenavano come vivo acciaio ai suoi occhi sgranati e semiciechi. Correva e gli spari e gli urli scemavano, annegavano in un immenso invalicabile stagno fra lui e i nemici". Tratto del libro "Una questione privata".

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  5. Arantza Álava11 maggio 2013 11:30

    Beh, tratto DA, DAL libro!!!

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