lunedì 21 marzo 2011

CESARE AUGUSTO, IL CONSOLE



La grande vendetta del nipote di Cesare, il dittatore ucciso da Bruto e Cassio.
A soli 19 anni (44 a. C.), attaccò e liquidò i nemici, prese il potere.


Ecco un articolo di DIEGO BERTOZZI suggeritoci da Susana, che ci riporta sulle tracce dei nostri antenati.


"All'età di diciannove anni, con mia personale decisione e a mie spese personali costituii un esercito con il quale restituii a libertà la repubblica oppressa da una fazione": iniziano così le "Res Gestae divi Augusti", le memorie e il manifesto politico-propagandistico del fondatore dell'Impero romano, incise per disposizione testamentaria su due pilastri di bronzo davanti al suo mausoleo a Roma e lette, per espressa volontà del Senato, in tutte le Province.
L'imperatore Cesare Augusto ci offre, con la sua storia, la possibilità di fare riflessioni sul passato ma anche sul presente.

7 commenti:

  1. Ciao a tutti!

    Ho letto un libro di Valerio Massimo Manfredi(grande scritore istorico) sugli ultimi mesi di vità del Cesare! Il libro si chiama "Los idus de Marzo" in italiano "Idi di marzo". È bellissimo. Anche ho letto la trilogia di Alexandros (Alejandro Magno...veramente afascinante)...Se volete sapere più di storia, potete prendere questi libri!

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  2. Ciao e grazie a tutti!
    È cosí interessante la storia dell'imperio romano che potremmo cominciare a parlare senza "cessare!" (ops!). Il 15 marzo scorso è stato anche il anniversario della morte de Giulo Cesare.

    Dopo la sua morte, Cesare Augusto, il più grande imperatore di Roma, ricevette onori divini, perché era considerato il nuovo fondatore di Roma -aveva restituito la pace- e padre della patria, come poi venne celebrato in uno dei monumenti più smaccatamente propagandistici realizzati nel periodo del suo potere, l'Ara pacis, questo altare eretto alla pace restituita a Roma da Augusto, al quale ora si sta lavorando (sul lungotevere) per risistemare tutto l'allestimento conservativo.

    Aida, grazie per il tuo suggerimento, cercherò di dare un'occhiata al libro che hai suggerito, sono sicura che sará veramente afascinante!

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  3. ...Stavo appunto pensando: "la caduta dell'impero romano è da sempre uno dei più affascinanti enigmi della storia. Non dobbiamo dimenticare che Roma disponeva di una formidabile forza militare ed economica, su un territorio immenso, che si estendeva dal Vallo di Adriano ai confini con la Scozia fino all'Eufrate, dall'Africa settentrionale al Reno e al Danubio. Era una macchina perfetta e collaudata, con una rete capillare di strade e di fortezze, ricche città e una organizzazione amministrativa per certi versi insuperata..."; quando improvvisamente mi sono acorta del telefilm "Roma", (2005-2007) onorato con numerosi premi e nomination. Vi raccomando di dare un'occhiata a questo link, dove ci sono due trailer uno di "Marco Antonio dopo l'uccisione di Cesare" (si capisce abbastanza bene!) e l'altro sulla summenzionata serie televisiva: http://silenthuntergm.forumfree.it/?t=48147238

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  4. È veramente terribile pensare che ogni omicida è probabilmente il vecchio amico di qualcuno, il semplice fatto di assassinare qualcuno è sempre qualcosa di meschino e repugnante; e peggio ancora si se tratta d'un caso come questo, essere assassinato da un gruppo di senatori, (capeggiati da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio) che sono, presumibilmente “degli amici e collaboratori”, in un luogho come “il senato” dove tutti i senatori e i rappresentanti del governo discutevano dei maggiori problemi e prendevano le decisioni che servivano per approvare delle leggi .

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  5. parecchiononèsimile28 marzo 2011 08:03

    Non possiamo affatto dimenticare l'opera scritta di Cesare che, anche se propagandistica, è stata la fonte più ricca per la conoscenza della storia dell'Italia antica. Potremmo perfino riflettere sul nostro presente. Quanti governi, politici del presente modificano, e pur inventano la storia per ottenere i loro scopi politici? (cioè "ottenere" oppure "stare" sul potere) Quanti di noi riconosciamo la verità o l'inganno de la storia che ci è stata insegnata? "noi abbiamo un passato comune e ricco che ci fa diversi" Quante volte abbiamo sentito questa frase tanto usata per manipolare? L'abbiamo davvero riconosciuta oppure l'abbiamo creduta alla cieca?

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  6. La storia che ci viene raccontata ce l'hanno messa in testa perché così era scritta sui libri di storia. Ma non sempre corrisponde al vero, o comunque ce ne viene data un visione parziale, e magari anche interessata. Questa però è una caratteristica della storiografia, che si mantiene nel tempo.
    Il nostro compito è poi quello di non berci acriticamente tutto quel che ci raccontano e indagare secondo le fonti che ci sembrano più attendibili, o cercando di capire le ragioni per cui un fatto passato ci è stato raccontato in un modo piuttosto che in un altro.
    Ma nella ricostruzione storica è possibile l'oggettività?

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  7. Rispondendo alla interessante domanda di Antonella, credo che nella ricostruzione storica piuttosto che l'oggettività , diciamo, "assoluta", forse ci sarebbero delle sfumature della realtà, fi forma e di contenuto, de chiarezza e di senzo secondo gli occhi dello storiatore.

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